[Presentation 2]. Utilizzo dell’applicazione.

Powerpoint

All’avvio di Powerpoint  l’applicazione offre automaticamente una presentazione vuota di nome “Presentazione standard1”. Se si vuole – invece – visualizzare o aggiornare/modificare una presentazione esistente, la si deve aprire. Si va, quindi, sulla scheda “File”, comando “Apri”.  Appare una lista di file di Powerpoint: apriremo quello (quelli) che c’interessa.

Scheda File
Scheda File

In presenza di più presentazioni aperte allo stesso tempo, si può facilmente passare dall’una all’altra utilizzando la scheda “Visualizza”, strumento “Cambia finestra” del gruppo “Finestra”. Nel gruppo sono presenti vari strumenti in grado di gestire la visualizzazione di ogni documento aperto. Se si vogliono aprire più presentazioni contemporaneamente, si deve tenere premuto il tasto CTRL e selezionare le presentazioni desiderate in qualsiasi ordine e premere il pulsante “Apri”.

Se si vuole creare una nuova presentazione, bisogna cliccare sulla scheda “File”, comando “Nuovo” o, in alternativa, la sequenza di tasti CTRL+N, oppure aggiungendo il comando “Nuovo” alla barra di accesso rapido. Powerpoint visualizza la schermata con i modelli disponibili, inclusa la “Presentazione vuota”, che è un modello predefinito sulla cui base si creano le nuove presentazioni e, nel caso, nuovi modelli.

Se si apre, con Powerpoint 2010, una presentazione creata con una versione precedente dell’applicazione si attiva, automaticamente, la modalità di compatibilità. La situazione è resa visibile dalla scritta “modalità compatibilità” nella barra del titolo della finestra dell’applicazione. Si può, inoltre, aggiornare il documento nella versione Powerpoint 2010 usando il pulsante “Converti”, nella scheda “File”, comando “Informazioni”.

Dopo la creazione o modifica di una presentazione, la si deve salvare su disco. Al primo salvataggio di una presentazione, Powerpoint attiva il comando “Salva con nome”, aprendo la relativa finestra di dialogo. In questa finestra possiamo assegnare il nome alla presentazione e definire la sua posizione sul disco.

La finestra di dialogo “Salva con nome” si utilizza anche per cambiare il nome, la posizione, il formato di un file esistente. Quando il file viene salvato, appare sulla barra titolo, assieme al nome dell’applicazione. Nei successivi salvataggi non si aprirà la finestra di dialogo “Salva con nome”: le modifiche verranno salvate nello stesso file.

Alla conferma del salvataggio Powerpoint accoda in automatico l’estensione .pptx al nome del file. Se si desidera salvare il file in altro formato (pdf, html, xml, immagine, eccetera) basta aprire l’elenco della casella “Salva come” e selezionare il formato che si desidera.

Quando si è concluso il lavoro sulla presentazione, è opportuno chiudere il file, così da rimuoverlo dalla finestra dell’applicazione. Nel caso, dopo modifica della presentazione, si intenda chiudere la stessa senza averla salvata, Powerpoint chiederà se si vogliono salvare le modifiche. Qui si può scegliere se aggiornare il documento o tenerlo allo stato precedente la modifica. Quando abbiamo finito il nostro lavoro con Powerpoint è importante chiudere correttamente l’applicazione, al fine di garantirne un corretto riavvio. Si va sulla scheda “File” e si sceglie allora il comando “Esci”.

[Presentation 1]. Introduzione a Powerpoint 2010.

Powerpoint

Microsoft Powerpoint 2010 è un programma che serve a produrre presentazioni formali o informali che si possono mostrare sia in riunioni che via Internet. Le presentazioni sono dotate di diapositive con testi, immagini e grafici. Powerpoint 2010 permette di creare presentazioni efficaci in modo semplice e veloce, grazie alla possibilità di combinare testi e immagini arricchiti con effetti multimediali ed animazioni.

Powerpoint 2010 offre la possibilità di selezionare stili carattere differenti tra loro, formati e colori. Inoltre, permette di selezionare anche un set di stili veloci in grado di offrire un’ampia gamma di opzioni per la formattazione della presentazione.

Per quanto concerne l’ambiente grafico, la raccolta SmartArt  aggiunge elementi grafici professionali e di alto impatto visivo.  Grazie ai temi di Office, le presentazioni di Powerpoint di possono riformattare con un clic, creando un set di documenti multiformato tra loro conformi e molto professionali.

MSPowerPoint2010
MSPowerPoint2010

All’apertura dell’applicazione, dopo la schermata del Copyright, segue la finestra dell’applicazione. I file prodotti da Powerpoint si chiamano “Presentazioni” e contengono da una ad un numero virtualmente infinito di diapositive. All’avvio di Powerpoint si apre la finestra dell’applicazione. La barra titolo, nella parte superiore della finestra, visualizza il nome del documento corrente e dell’applicazione. Alla sinistra della barra titolo troviamo la barra ad accesso rapido che visualizza  gli strumenti con i comandi più in uso, come “Salva”, “Annulla”, “Ripristina”. Sotto la barra titolo abbiamo un gruppo di schede che costituiscono la barra multifunzione della anche “nastro”.

Ogni scheda  contiene un set di strumenti congrui con l’attività indicata dal nome della scheda.  Puntando il mouse se ne visualizza la descrizione. La scheda “File” realizza la visualizzazione backstage che ha i comandi per lavorare nel documento, come “Apri”, “Salva con nome”, “Stampa”.

Sotto la barra multifunzione la finestra di Powerpoint è divisa in tre parti:

  • il riquadro della diapositiva
  • il riquadro delle note
  • le schede struttura e diapositiva che visualizzano rispettivamente gli elementi visuali delle dispositive o le antemprime o le miniature delle diapositive.

Nella parte inferiore della finestra è collocata la barra di stato che fornisce varie informazioni sull’attività in corso. La barra di stato contiene anche i pulsanti di visualizzazione con cui si possono modificare la modalità di visualizzazione della presentazione, oltre allor strumento di zoom che consente di variare l’ingrandimento del documento.

Importante da ricordare anche che in Powerpoint si possono importare documenti da programmi di elaborazione testo o fogli di calcolo.

Superare i 7 moduli ECDL.

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Superare i 7 moduli ECDL richiede impegno, ma in cambio dà un aggiornamento importante delle proprie competenze digitali e nuove idee e spunti originali per organizzare il lavoro o l’attività.

Per chi lavora nella P.A. è un passaggio fondamentale, come lo è per chi ha un attività di qualsiasi dimensione, poiché permette di evidenziare i problemi e le soluzioni possibili sia da un punto di vista tecnico che amministrativo, alla quotidianità lavorativa. L’ECDL, peraltro, dà crediti scolastici agli studenti aumentando la loro consapevolezza nell’uso dello strumento informatico. Inoltre, è un titolo che dà punteggio per coloro che hanno intenzione di partecipare ai pubblici concorsi.

Per aiutare tutti quelli che lo affrontano o lo affronteranno, pubblicherò – dai prossimi giorni – i riassunti delle lezioni di ogni modulo, iniziando da Presentation.

Linkedin serve per trovare lavoro?

Linkedin

Parliamo dell’utilizzo a pagamento del social network e non semplicemente di quello gratuito. Sull’argomento è stato detto molto. Spesso le notizie sono contradditorie, ma tendenti all’ottimismo.

Da esperienze personali mie e di miei conoscenti iscritti a Linkedin, una dozzina, posso dire che non ci è mai capitato di trovare lavoro, ma nemmeno un colloquio, sul quel social network. Nonostante le buone credenziali e CV che, soprattutto alcuni di noi, possiedono.

Credo, però (e questo va a parziale discolpa di Linkedin), che questo sia dovuto al fatto che siamo tutti sopra i 40 anni di età. Sicuramente è più facile se si è sotto i 40 anni e si possiedono delle caratteristiche professionali iperspecifiche e di super-nicchia.

Quello che, invece, ha funzionato concerne l’ampliamento della rete di conoscenze e lettori, spesso di qualità, per i nostri blogs. Una cosa che si può comunque anche fare gratis, con un pò d’impegno.

La risposta alla domanda quindi è:  non proprio, soprattutto se siete over 40.

Hong Kong e le aziende italiane.

HK

Voglio essere subito chiaro: Hong Kong come luogo dove non si pagano le tasse e il business è fiorente è una bufala. Anzi, una bufalona. Se fossi un’azienda italiana di piccole dimensioni oppure un privato in cerca di fortuna, me ne starei calmo e riflessivo prima di scegliere la città come approdo per i miei investimenti. Andiamo per gradi.

Ad HK certo la tassazione è bassa, ma non a zero, comunque. Bisogna parlare chiaro: Hong Kong è conveniente per il big business non per gli altri e non tanto per i cinesi che vivono in Italia, considerato che:

  1. i costi di apertura di una ditta sono certamente modesti, di certo monetine per il big business e forse anche per un privato danaroso, ma
  2. quelli di mantenimento attraverso dei professionisti locali non sempre (infatti bisogna vedere chi trovi e quali tipi di accordi commerciali riesci a strappargli, ricordando che qualsiasi accordo commerciale anche a HK, parte più occidentalizzata della Cina, deve essere iperdettagliato secondo i normali canoni cinesi, altrimenti potresti avere delle brutte sorprese). I costi comunque sono superiori a quelli che di solito vengono fatti pagare dai nostri commercialisti ai cinesi che aprono in Italia (di solito i cinesi chiedono di essere inseriti sotto i minimi di fatturazione pagando un terzo di quello che paghiamo noi). Ai cinesi, infatti, non frega nulla dell’immagine, frega molto dei soldi che riescono a guadagnare, in qualsiasi modo riescano a farlo
  3. da vedere poi le nuove normative italiane che obbligano i cinesi in Italia a pagare almeno l’ INPS (l’IVA è un pò più complicata, ma in parte si sta facendo) attraverso lo scambio “permesso di soggiorno/pagamento INPS”, misure che tentano di frenare la fuoriuscita di soldi dall’Italia verso la Cina (maxievasioni conclamate, come quella di Wenzhou), impoverendoci
  4. ad HK devi avere personale locale altrimenti sei tagliato fuori e non solo per la lingua… questo è un dato di fatto anche discriminatorio, poiché non si dà automaticamente la stessa cosa in Italia per i cinesi
  5. i costi dell’immobiliare sono inverosimili, costituendo – al pari della voce precedente – una tassa fatta passare sotto mentite spoglie.
  6. Tuttavia, anche a prescindere da questo, l’Italia non è presente nella città cinese come lo sono la Francia, gli Stati Uniti, il Canada, il Regno Unito o la Spagna. Noi italiani siamo molto indietro sotto questo punto di vista. Scontiamo un grosso ritardo che stiamo cercando di colmare solo ora. La Cina e con essa anche Hong Kong è un paese protezionista che non intende regalare nulla agli stranieri, un pò per necessità interne, un pò per cultura, un pò per ricorsi storici e saldo dei conti col resto del mondo. Se non siete molto grandi, lasciate perdere ed orientatevi verso l’Europa, se proprio l’Italia non vi basta.