[IT Security 2]. Malware.

IT Security

Il termine virus era utilizzato per descrivere un programma in grado di arrecare danno al computer. Lo sviluppo dell’informatica, tuttavia, ha portato allo sviluppo delle tipologie infettive, rendendo inadeguato il termine virus.

Nel 1990 un ricercatore israeliano coniò il termine Malware (Malicious Software) per identificare un qualsiasi programma creato al solo scopo di creare danni, di una certa gravità, ad un sistema informatico o all’integrità dei dati gestiti.

In italiano il Malware è ben tradotto come “codice maligno”. Vi sono molte categorie di Malware:

  • Ad occultamento;
    • Backdoor; è un software pensato per ottenere un accesso nascosto al sistema che lo incorpora.
    • Trojan; è un software che, oltre a funzionalità lecite atte ad ispirare fiducia nell’utente che lo utilizza, contiene istruzioni dannose che vengono eseguite all’insaputa dell’utente stesso.
    • Rootkit; è un software clandestino pensato per nascondere la presenza di alcuni processi e programmi ai normali metodi di individuazione, mantenendo l’accesso privilegiato al computer.
  • Infettivi;
    • Worm; è simile ad un virus, ma contrariamente a quest’ultimo non necessita di unirsi a file eseguibili per diffondersi, poiché modifica il computer che infetta in modo da essere eseguito ogni volta che si avvia la macchina. Tenta di replicarsi sfruttando Internet attraverso la posta elettronica.
    • Virus; parti di codice che si diffondono copiandosi all’interno di altri programmi  o in una sezione del disco fisso, in modo da essere eseguiti ogni qualvolta il file infetto viene aperto. Si trasmettono da un computer ad un altro tramite lo spostamento di file infetti ad opera degli utenti.
  • Furto dati, profitto;
    • Spyware; è un software che raccoglie  informazioni sul sistema in cui viene installato per trasmetterle ad un destinatario. Vengono carpite: abitudini di navigazione, passwords, chiavi crittografiche dell’utente.
    • Adware; software che presenta all’utente messaggi pubblicitari durante l’uso. Può causare danni come rallentamenti del PC e alla privacy, carpendo abitudini di navigazione e inviandole ad un server remoto.
    • Keylogger, Dialer, Botnet, Ransomware; 1) programmi in grado di registrare tutte le attività della tastiera o dei copia/incolla, consentendo il furto di passwords o di dati. 2) Programmi che modificano il numero telefonico richiamato dalla connessione predefinita a Internet con uno a tariffazione speciale per trarne profitto. 3) Infezione di una rete informatica controllata in remoto da Botmaster, in grado di utilizzare la rete ed i dispositivi collegati per svolgere attività non autorizzate. 4) Software che blocca il desktop dell’utente inviando richieste di pagamento di somme di denaro per sbloccarlo.

[Presentation 8]. Preparazione alla presentazione.

Powerpoint

Per ricavare una presentazione piacevole, si possono aggiungere effetti particolari nel passaggio da una diapositiva ad un’altra. Questi effetti vengono chiamati “Transizioni”. Gli effetti sono catalogati in “Delicate”, “Divertenti”, “Contenuto dinamico”.

Le “Animazioni” riguardano i movimenti degli oggetti all’interno della diapositiva.  L’animazione può venire applicata per sottolineare l’ingresso di un oggetto, per dare enfasi allo stesso, per evidenziarne l’uscita o per tutti questi scopi insieme. Allo stesso oggetto si possono attribuire più animazioni.

Ad ogni diapositiva ai possono aggiungere note per includere informazioni e dettagli. In “Visualizzazione normale” si può utilizzare il riquadro “Note” per inserire le informazioni a cui riferirsi. Se lo spazio non è sufficiente si possono modificare le dimensioni del riquadro “Note” oppure passare in visualizzazione “Pagina note”.

Queste pagine possono esser stampate insieme alla diapositiva correlata. Può essere un utile supporto da distribuire all’uditorio o a cui fare riferimento. Si può presentare la necessità di nascondere, in fase di presentazione, alcune diapositive.  Powerpoint 2010 offre la possibilità di impostare come nascoste le diapositive che non devono essere mostrate all’uditorio e di togliere l’impostazione quando cambia quest’esigenza: scheda “Presentazione”, gruppo “Imposta”, strumento “Nascondi diapositiva”.

La diapositiva nascosta si nota da un rettangolo scuro e barrato sul numero della diapositiva stessa, visibile sia in “Visualizzazione sequenza diapositive” che in “Visualizzazione normale”.

Prima di esporre una presentazione, bisogna verificare il formato della stessa. Lo strumento “Imposta pagina” dell’omonimo gruppo della scheda “Progettazione” apre una finestra di dialogo in cui si può impostare il formato desiderato per la presentazione, cambiare dimensione del foglio e orientamento delle diapositive, degli stampati, le pagine di note e della stampa della struttura.

Se si volesse modificare solo l’orientamento delle diapositive si dovrebbe semplicemente scegliere l’orientamento desiderato dallo strumento “Orientamento diapositiva” dalla scheda “Progettazione”.

 

[Presentation 6]. Tabelle, grafici e organigrammi.

Powerpoint

Powerpoint può gestire sia tabelle proprie che tabelle create con altre applicazioni “Office”. Il modo più semplice di creare una tabella di Powerpoint è lo strumento “Tabella” della scheda “Inserisci”.

A prescindere dal metodo scelto, la tabella viene visualizzata con tutte le celle di eguale dimensione che, se necessario, si possono ridimensionare manualmente, dopo aver inserito il testo.

Le celle che formano la tabella sono il segnaposto per le informazioni da inserire, siano esse numeri o testo. Quando il cursore si trova all’interno di una cella, basta digitare per inserire il testo desiderato. La modalità predefinita è “inserimento”. Perciò, in assenza di selezione, il testo viene aggiunto alla cella.  Se invece il testo è selezionato, la digitazione del nuovo contenuto sostituirà la precedente.

Per la generazione di tabelle complesse (celle di altezza o numero variabile di colonne per riga) si può utilizzare la funzionalità “Disegna tabella” nella scheda contestuale “Progettazione” del set “Strumenti Tabelle”.

Dall’interno di una cella col tasto TAB si passa alla successiva, con la combinazione di tasti SHIFT/TAB, alla precedente.  In alternativa si possono usare le frecce direzionali. Nell’ultima cella, col tasto TAB, si andrà a creare una nuova riga.

Prima di eseguire delle azioni sulle righe o tabelle è necessario selezionarle. Nello strumento “Selezione” della scheda contestuale “Layout” sono disponibili i comandi “Seleziona tabella”, “Seleziona colonna” o “Seleziona riga” in modo da selezionare gli elementi citati rispetto alla posizione del punto d’inserimento.

In alternativa è possibile portare al puntatore del mouse sopra una colonna o a sinistra di una riga, fino all’apparire di una freccia nera e fare “Clic”. Dopo la prima selezione per trascinamento si possono selezionare più righe o colonne contemporaneamente.  Si possono inserire nuove righe o colonne alla tabella corrente. Le nuove righe si possono inserire sopra o sotto la riga corrente e le nuove colonne a destra o a sinistra della colonna corrente. Per inserire più righe o colonne, selezionare lo stesso numero di righe o colonne desiderate, prima di effettuare l’inserimento.

Nel caso si siano create delle righe o colonne in eccesso, queste si possono eliminare.  L’eliminazione avviene anche in presenza di un contenuto. Quando una tabella viene creata tutte le colonne hanno la medesima larghezza che può essere modificata se necessario.

Il modo più veloce di modificare la larghezza è quello di trascinarne il bordo. La variazione della larghezza di una colonna ha conseguenze solo sulla colonna alla sua destra.  Se invece si tratta dell’ultima colonna, allora, la larghezza totale della tabella varierà. L’altezza delle righe si adatta automaticamente alla dimensione del carattere e al numero di righe di testo.

Per incrementare lo spazio vuoto sopra o sotto il testo in una riga nella tabella, si può adattarne l’altezza trascinandone il bordo.

Col metodo del trascinamento si può variare l’altezza di una sola riga alla volta.

 

[Presentation 4]. Visualizzazione e sviluppo di una presentazione.

Powerpoint

Powerpoint offre diverse opportunità di visualizzazione della presentazione: normale, sequenza diapositive, pagina note, pr esentazione. Per passare da una modalità all’altra si può usare il gruppo “Visualizzazioni presentazione” nella scheda “Visualizza” della barra multifunzione, oppure con i pulsanti alla destra nella barra di stato.

La visualizzazione predefinita di Powerpoint è la visualizzazione normale. Si può cambiare tipo di visualizzazione predefinita  andando sulla scheda “File”, “Opzioni di Powerpoint” e “Impostazioni avanzate”. Nel gruppo “Visualizzazione” selezionare la visualizzazione desiderata da impostare come predefinita nell’elenco “Apri tutti i documenti con questa visualizzazione”. Quindi cliccare su “OK”.

In “Visualizzazione normale” l’attenzione è focalizzata principalmente sulla diapositiva che occupa gran parte dell’area di visualizzazione. L’area delle note occupa la parte inferiore della finestra. Essa consente di scrivere brevi informazioni sulla diapositiva, utili al relatore della presentazione.

Se si vuole utilizzare l’area note come un normale foglio bianco, bisogna passare in “Visualizza”, “Pagina note”. L’area di sinistra è occupata dal riquadro di struttura e contiene le schede “Diapositive” e “Struttura”. Nella scheda “Diapositive” sono visualizzate in miniatura le diapositive della presentazione.

Nella scheda “Struttura” è visualizzato esclusivamente il testo principale organizzato in livelli gerarchici. Il riquadro “Struttura” si può chiudere così da lasciare maggiore spazio al riquadro “Diapositiva”.

Quando si visualizza la scheda “Struttura” si può iniziare a scrivere il contenuto della diapositiva, focalizzandosi sul testo e non sugli aspetti grafici o tipografici. Il testo diapositiva è visualizzato in forma di “Struttura” e può essere variato di livello gerarchico fino a creare nuove diapositive. Con il tasto TAB si abbassa il livello del testo, la combinazione di tasti Shift+TAB lo alza.

La visualizzazione “Sequenza diapositive” presenta le diapositive come anteprime, tuttavia usando l’intera finestra a disposizione. Questa modalità di visualizzazione permette la riorganizzazione delle diapositive che possono essere trascinate in una nuova posizione, duplicate o eliminate. La visualizzazione “Pagina note” accessibile dalla scheda “Visualizza”, “Pagina note”, mostra una alla volta tutte le diapositive con le rispettive note. Le note possono essere stampate e usate durante la presentazione. La visualizzazione “Presentazione” occupa tutto lo schermo e mostra la presentazione per come verrà vista dal pubblico.

Il tasto F5 avvia la presentazione dalla prima diapositiva. In “Visualizzazione presentazione” si può avanzare nella presentazione con il tasto INVIO. Per terminare la presentazione e tornare alla visualizzazione precedente premere il tasto ESC. Qui è possibile verificare come appariranno immagini, disegni, grafici, nonché gli effetti di transizione ed animazione. Premendo il pulsante “Presentazione” sulla barra di stato, si avvia la presentazione, a partire dalla diapositiva corrente.

La “Visualizzazione di lettura”, sempre nella scheda “Visualizza”, consente di eseguire la presentazione non per il pubblico, ma per un utente che visualizza la presentazione sul proprio PC.

In questa modalità vi sono a disposizione controlli semplici che permettono la revisione della presentazione. Si può sempre passare da una visualizzazione ad un’altra, se si vuole modificare la presentazione.

Quando si prepara una presentazione è fondamentale focalizzarsi sul contenuto che dev’essere chiaro e conciso. Il titolo di una diapositiva è importantissimo. Essenziale è che ogni diapositiva abbia un titolo diverso e centrato sull’argomento trattato. Questo fa si che il pubblico ne sia catturato.  Per l’utente, inoltre, è più semplice muoversi nella presentazione, per esempio individuando direttamente il punto dove si vuole intervenire.

[Presentation 3]. Modifica delle impostazioni.

Powerpoint

In ogni nuova presentazione, Powerpoint imposta le proprietà autore in base all’impostazione del nome utente visualizzato nella finestra di dialogo “Opzioni di Powerpoint” della scheda “File”. Si devono modificare queste proprietà nel caso in cui il loro valore non sia più conforme con i dati dell’utilizzatore del programma, ad esempio quando è cambiato l’utilizzatore del PC.

Tra le altre cose che si possono modificare nella finestra di dialogo “Opzioni di Powerpoint”, comando “Generale, “Opzioni interfaccia utente”, “Mostra barra di formattazione rapida quando si seleziona testo” e “Attiva anteprima in tempo reale”. Quando si selezionano “Apri” o “Salva con nome” della scheda “File” la finestra di dialogo si apre sulla cartella predefinita per questa funzione.

Powerpoint per default utilizza la cartella Documenti. Se si vuole cambiare questa impostazione si può definire che per default i file vengono salvati in una cartella differente. Si deve allora modificare il percorso di “Salvataggio” delle “Opzioni di Powerpoint”.